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Il viaggio multisensoriale dell’Inferno di Dante

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La produzione firmata WIPLAB riaccende gli spazi di Città della Scienza e guarda già al futuro con il prossimo progetto sull’Odissea

Nel panorama delle industrie culturali e creative, le mostre immersive hanno spesso seguito un copione standardizzato: proiezioni a 360 gradi focalizzate sull’arte pittorica, da Van Gogh a Monet. A rompere gli schemi di questo mercato arriva la Dante Inferno – Immersive Exhibition, prodotta da WIPLAB (sotto la guida del CEO Fernando Pintus, con la direzione artistica di Roberto Pantè e la supervisione tecnica di Cesare Pistilli) e ospitata a Città della Scienza a Napoli. Un’operazione che merita di essere analizzata non solo per il suo indiscutibile valore divulgativo, ma soprattutto come modello imprenditoriale di successo nel settore dell’Edutainment, capace di generare un profondo valore sociale per il territorio.

Un simbolo di rinascita per Città della Scienza
La scelta di questa location non è solo logistica, ma fortemente simbolica. Ospitare un progetto tecnologico e culturale di questo livello significa iniettare nuova linfa vitale in un luogo, Città della Scienza, che porta ancora le cicatrici del devastante incendio di oltre dieci anni fa. Sebbene si tratti di una produzione privata, vedere questi spazi riempirsi nuovamente di visitatori grazie a un’opera d’avanguardia rappresenta la migliore testimonianza di come l’innovazione possa diventare il motore per la rinascita dei poli scientifici e museali del territorio, trasformando un luogo ferito in un hub di sperimentazione aperto al futuro.

La qualità del prodotto: tecnologia proprietaria e “branding” acustico
Il valore aggiunto di questa operazione risiede nella capacità di non limitarsi a “digitalizzare” immagini preesistenti, ma di creare una vera e propria proprietà intellettuale basata sulle tecnologie di frontiera.
L’investimento si percepisce lungo tutto il percorso multisensoriale di circa settanta minuti. La sinergia tra i diversi asset dimostra un’elevata qualità progettuale e costruttiva:
• Ologrammi di ultima generazione, dove la figura di Dante prende vita affiancata dalla voce narrante di Luca Ward, un’operazione di alta qualità acustica che alza immediatamente il posizionamento e la percezione dell’intera opera;
• Esperienze avanzate di Realtà Virtuale (VR) e Metaverso, che rappresentano il vero fiore all’occhiello dell’esibizione. Il visitatore sperimenta un viaggio cinematografico interattivo tra i personaggi chiave dell’opera (Caronte, Minosse, Paolo e Francesca, Lucifero), dimostrando la maturità tecnica del software di simulazione sviluppato;
• Architetture interattive, che integrano la Sala degli Specchi, aree educational dotate di applicativi di gamification per le scuole e docufilm verticali (come il focus sul commovente canto di Ugolino).

Un modello economico solido e diversificato
La sostenibilità e la solidità dell’iniziativa emergono da una struttura del pricing pensata per garantire accessibilità al pubblico e, al contempo, coprire gli importanti costi di sviluppo tecnologico. Sul fronte consumer, il prodotto si posiziona con un biglietto intero a 20 euro, un ridotto a 15 euro (per under 14, over 65 e persone con disabilità) e una formula flessibile per le famiglie a 50 euro.
A questo si affianca una strategica segmentazione dell’offerta corporate e istituzionale. La produzione ha infatti integrato pacchetti aziendali dedicati con un valore che oscilla tra i 1.000€ e i 3.000€ (più IVA), offrendo l’esibizione come piattaforma per team building e relazioni aziendali. Questa diversificazione permette di ammortizzare gli investimenti attraverso canali B2B, che vanno ad affiancarsi ai flussi costanti provenienti dal turismo scolastico.

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Ottimizzazione spaziale e sviluppo narrativo
Dal punto di vista dell’analisi della customer experience, l’iniziativa mostra ancora margini di ottimizzazione nella gestione della logistica reale. La disposizione della mostra all’interno degli spazi di Città della Scienza evidenzia infatti alcune criticità strutturali nella gestione dei flussi (visitor journeys), che risultano frammentati da continui cambi di livello tra scale e stanze che rischiano di spezzare la continuità narrativa. Anche sul piano della sceneggiatura, la scelta di reiterare il viaggio dantesco in tre varianti diverse all’interno della stessa esibizione genera una parziale ripetitività nei testi del sottofondo narrativo.
Si tratta tuttavia di dinamiche di fine-tuning che non intaccano la solidità di un format eccellente, che ha già dimostrato la sua flessibilità registrando una transizione di successo da una prima esposizione in uno spazio ludico (l’Edenlandia) a una configurazione ampliata e potenziata in una sede istituzionale.

Lo sguardo verso il futuro: il prossimo capitolo con l’Odissea
Il vero indicatore della lungimiranza imprenditoriale di un team di produzione è la capacità di industrializzare il processo creativo, rendendolo un percorso continuo. Gli autori hanno infatti annunciato il lancio, per il prossimo anno, di una nuova mostra immersiva interamente dedicata all’Odissea.
Questa mossa conferma la volontà di strutturare un vero e proprio filone culturale legato ai grandi miti della letteratura occidentale. Creando una pipeline di produzione standardizzata, WIPLAB sarà in grado di capitalizzare il know-how tecnologico e software sviluppato con l’Inferno dantesco, ottimizzando drasticamente i costi di ricerca e sviluppo dei capitoli successivi. Un modello maturo che proietta l’azienda tra i player più interessanti dell’innovazione culturale in Europa.
Fonte: Inferno di Dante

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