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Il mistero nel mistero del tunnel di collegamento tra Fuorigrotta e Piedigrotta: la Crypta Neapolitana.

La Crypta Neapolitana, via di comunicazione risalente al I sec. a. C. e realizzata nel I secolo a.C. da Lucio Cocceio Aucto, ingegnere originario della zona flegrea, per volere di Marco Vipsanio Agrippa, come parte di una rete di collegamento militare, è un tunnel avvolto da sempre da mistero e da legenda. Fin dalle origini è stato considerato come luogo di culto e di rituali misterici, a Mitra, dio persiano della luce,  a Priapo, Antica divinità dei Greci e simbolo dell’istinto sessuale e della forza generativa maschile, e quindi anche della fecondità della natura, ad Afrodite la dea della bellezza, dell’amore e della generazione, ad Apollo dio della musica, delle arti mediche, delle scienze, dell’intelletto e della profezia, successivamente i misterici furono sostituiti dai riti del cristianesimo, sempre con la fede di avere dei doni soprattutto relativi alla fertilità.  Parliamo di oltre 2000 anni di storia.

Sull’origine del suo mistero e su ciò che lo stesso tunnel trasmette a coloro che lo visitano è stato oggetto di riflessioni di filosofi, poeti, scrittori e autori vari di fama internazionale. La Crypta non sempre è stata vista di buon occhio infatti vi è stato chi l’ha odiata come Seneca, Petronio, Dumas e chi ne è rimasto affascinato dall’alone di mistero e di leggenda che lo avvolge, come Petrarca, Goethe.

Tunnel di circa 711 metri di lunghezza, purtroppo oggi non percorribile, il tunnel romano scavato nel tufo di Posillipo che collega Piedigrotta a Fuorigrotta, ampliato in altezza dai Borboni, franò inevitabilmente (il tufo non regge grossi carichi) nella parte bassa tornando a riempirsi di terra, cosa che i romani avevano evitato limitando l’altezza al necessario. Nell’800 venne chiusa e da allora non è stato fatto alcun intervento se non quello di messa in sicurezza ad entrambe le entrate.

Il tunnel rappresenta la possibilità di spostarsi a piedi o con la bici da Fuorigrotta a Napoli e viceversa, quindi collegando dinuovo questi due territori che sono l’uno il prolungamento dell’altro.

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Ancor di più, rappresenta un tuffo nel passato un’emozione unica che già si percepisce a pelle se solo ci si avvicina ai due ingressi ora sbarrati. Non si sa la verità di ciò che succedeva nel tunnel di notte quando venivano praticati i riti delle varie religioni, non si conoscono i benefici o malefici di certe pratiche ma certamente si sente il vissuto sulla pelle, una carica energetica ed un profuno di terra antica. E’ la percezione del nostro passato, delle nostre tradizioni, della nostra storia, dove Virglio (ci vogliamo credere un po’) in una notte con i suoi poteri scavò il tunnel e li rimase, dove Petrarca fermò i suoi pensieri e riflessioni, dove lo stesso Calvino si perse tra legenda e realtà nel raccontarlo e dove riposa Giacomo Leopardi.

Ma allora non è spiegabile la sua chiusura ancora oggi, né da un punto di vista urbanistico ne storico-racheologico-culturale.

Nel 2019 in Regione Campania, dopo anni e solleciti da parte di varie esponenti del popolo napoletano, venne discussa la messa in sicurezza e il recupero del tunnel per metterlo a disposizione di tutti. Nel 2021 è stato annunciato, sempre dalla regione Campania che si stavano cercando i fondi per i lavori alla Crypta.

Il 27 giugno di quest’anno in una conferenza stampa convocata a Palazzo Santa Lucia, è arrivata l’ufficialità dal Presidente della Regione Campania. Si è parlato della predisposizione di un progetto esecutivo in maniera dettagliata ed è stato assicurato che “la galleria è in piena sicurezza e sarà riaperta a breve”.

“…a breve..” questa espressione è quella che fa più paura in quanto non indica una tempistica precisa. Breve può essere fra 1 anno o fra 10 dipende al valore del tempo del soggetto che lo esprime dipende dal valore in numeri che ognuno da alla tempistica per lo svolgimento di un’attività.

Monitoreremo anche questo intervento annunciato e assicurato sperando di non dover aspettare altri 2000 anni.

Lisa Muto

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