Winter School Potere e Servizio nello spazio europeo – Panel Economia e Società

cfp Potere e ServizioRelazione introduttiva di Roberto Giuliani, Presidente Associazione Prospettiva Europea
Il panel “Economia e Società” della Winter School “Potere e Servizio nello spazio europeo” è incentrato sull’evoluzione della prospettiva dell’Economia Sociale di mercato nel processo di integrazione europea dai trattati costitutivi alla nuova strategia Europa 2020.
La discussione di gruppo si articolerà intorno ai due seguenti filoni, oggetto di studio degli abstract proposti dai partecipanti:

1) Riflessione sulle radici del processo di integrazione europea e sui modelli economici che ne hanno ispirato il cammino fin dalle prime fasi con particolare attenzione all’influenza
del modello dell’economia sociale di mercato.
2) Il rilancio dell’economia europea: la nuova strategia Europa 2020 per una crescita intelligente inclusiva e sostenibile: analisi delle prospettive future in termini di crescita della competitività, lotta alla disoccupazione, efficienza nella gestione delle risorse energetiche e ambientali, gestione dei flussi migratori, rafforzamento della coesione sociale e territoriale.

Le profonde trasformazioni che stiamo vivendo sul piano geopolitico globale, unitamente alla  complessa situazione economica, alimentano giorno dopo giorno un dibattito sempre più critico nei confronti dell’Unione Europea, rimarcandone fragilità e contraddizioni ed evidenziando il deficit democratico e i limiti di capacità decisionale nel gestire le emergenze.
Da tali perplessità, nasce l’esigenza di una profonda riflessione sul processo di integrazione, sull’attuale stato dell’Unione, e sugli scenari che si stanno delineando, partendo dall’ indiscutibile premessa che la prospettiva europea è la nostra dimensione di riferimento  e dalla necessità di  proiettarsi con lo sguardo in avanti, verso il 2020, con la consapevolezza che per uscire da un momento di crisi come quello che stiamo vivendo si può soltanto ripartire.

Nell’oggettiva analisi delle criticità vanno tuttavia evidenziati gli innegabili aspetti positivi del processo di costruzione europea, del quale è necessario recuperato lo spirito originario, alla luce di una attenta rilettura delle sue radici e dei valori e modelli di riferimento che ne hanno ispirato il cammino, con la consapevolezza che solo recuperando ed attualizzando quello spirito originario l’Unione Europea potrà ritrovare la propria identità e le energie per ripartire e cogliere le nuove sfide della globalizzazione.

Nell’analisi del processo di integrazione europea è opinione diffusa che il cammino di unificazione, a partire da Roma, passando per Maastricht, fino a Lisbona, abbia ricevuto un particolare impulso dall’Economia Sociale di Mercato, modello economico nato nella prima metà del XX secolo dalle riflessioni della Scuola “ordoliberale” di Friburgo. Un modello non solo economico ma anche etico e sociale strettamente interconnesso al sistema di valori della Dottrina Sociale della Chiesa che ha fortemente ispirato il cammino europeo fin dai suoi primi passi.

Le riflessioni ordoliberali sulla necessità di predisporre “autorità indipendenti”, favorire la nascita di un mercato interno, tutelare l’ordine concorrenziale in quanto tale, hanno fortemente inciso  sui trattati, in particolare su quello di Lisbona, e ancora oggi sono evidenti le sue influenze sulla nuova strategia economica dell’Unione Europea “Europa 2020”, giunta ormai al giro di boa che impone una revisione, da realizzare nei primi mesi del 2015, di obiettivi, priorità e parametri di riferimento.

Il perseguimento dell’obiettivo generale di una crescita intelligente sostenibile e inclusiva e dei cinque obiettivi in materia di occupazione, innovazione, ambiente, istruzione e lotta alla povertà, deve essere ricalibrato in relazione al mutato scenario economico e geopolitico globale e ai primi feedback provenienti dalla fase iniziale della nuova programmazione 2014-2020.

Solo comprendendo la portata delle nuove sfide globali si può capire il valore della coesione e la necessità di dare una nuova spinta all’integrazione europea attraverso efficaci politiche comuni in materia fiscale, finanziaria, tutela dell’ambiente, gestione delle risorse energetiche  e regolamentazione del mercato del lavoro, favorendo la reciproca comprensione dei popoli e la valorizzazione delle differenti peculiarità dei territori e del tessuto sociale verso il raggiungimento di una piena e consapevole cittadinanza europea.
Nell’ambito della Politica Europea di Vicinato, l’analisi dei nuovi strumenti di cooperazione decentrata evidenzia la  potenziale  spinta propulsiva delle autorità regionali (fondamentale anche per il corretto utilizzo dei fondi strutturali nella politica di coesione sociale e territoriale)  nella creazione di opportunità di sviluppo attraverso la valorizzazione delle peculiarità locali, l’effettiva rappresentanza delle istanze provenienti dal territorio, e la concreta attuazione di un concetto cardine del processo di costruzione europea: il principio di Sussidiarietà, inteso sia nell’accezione orizzontale che in quella verticale.

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