Ripartire nell’Europa 4.0

ripartire-nelleuropa-4-0-enoteca-letteraria-24-giugnoIl tour Europa 4.0 è ripartito da Roma, dopo lo stop dell’emergenza coronavirus, mercoledì 24 Giugno presso l’Enoteca Letteraria, con un dibattito sui fattori chiave per ripartire e superare la crisi post pandemia e sulle nuove sfide dell’era digitale, dagli spunti del libro Europa 4.0 Il futuro è già qui, a cura di Roberto Giuliani e Paolo Carotenuto, primo volume della Collana Europalab dell’associazione Prospettiva Europea.

L’incontro “Ripartire nell’Europa 4.0”  è stato moderato da Massimiliano Nespola, giornalista esperto di politiche europee, che ha introdotto la discussione presentando brevemente le tematche alla base del volume: innovazione, lavoro che cambia, sovranità digitale europea, nuove regole per garantire i diritti dei lavoratori, crowdworking, nuove competenze dell’era digitale.

Nel primo intervento Roberto Giuliani, Presidente Associazione Prospettiva Europea, ha sottolineato la molteplicità di aspetti e punti di vista di questo libro che sintetizza il cammino di Prospettiva Europea, un team di professionisti impegnati in attività di formazione e progettazione europea e un network che abbraccia differenti competenze e background confluite in un elaborato articolato in 20 saggi per fornire 20 diverse chiavi di lettura del nuovo scenario 4.0.
Al centro l’Europa, intesa come società europea 4.0 e il Lavoro,  inteso come strumento di realizzazione personale e professionale delle aspirazioni umane che per tale regione evolve necessariamente verso una dimensione sempre più autonoma. Per questa ragione il concetto di lavoro che cambia è strettamente connesso a quello di una nuova cultura d’impresa: ogni lavoratore va ad assumere sempre più un ruolo di freelance, artefice del proprio destino, pur nelle evidenti criticità legate alle nuove esigenze di inquadramento e tutela. L’era digitale offre inoltre la possibilità di vivere il lavoro e il fare impresa in modo ancor più libero, superando i confini geografici e muoversi nell’economia globale senza lasciare il proprio territorio.
Ne consegue una diversa lettura del concetto di identità da declinare a livello locale, nazionale ed europeo, 3 stadi non contrapposti bensì complementari.
Riflessioni al centro del tour di presentazioni, i cui contenuti saranno rielaborati in vista del prossimo step della collana europalab, il passaggio dalla fase di analisi a quella delle proposte, con una serie di tavoli di lavoro inaugurata con questo incontro, verso una nuova vision per progettare il futuro che è già qui, costruendo nuove competenze per far ripartire il Sistema Italia nell’Europa 4.0 e in un contesto globale che nonostante i rallentamenti, continua ad evolversi in estrema rapidità e richiede nuove chiavi di lettura.
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Nel secondo intervento Pier Virgilio Dastoli, Presidente del Movimento Europeo, parte dall’analisi dell’impegno della Commisione Europea nella fase di programamzione del nuovo settennato 2021-2027 e nell’individuazione delle priorità legate a innovazione, digitalizzazione, comunicazione digitale, prevenzione di infodemie e fake news. La sfida principale resta quella di rendere l’economia europea più competitiva nello scenario globale, combattendo squilibri quali quelli del campo fiscale in riferimento alle posizioni dei giganti del web, armonizzando lo sviluppo dell’automazione e dell’intelligenza artificiale con la necessità di conservare l’occupazione e  promuovendo nuovi strumenti finanziari come gli eurobond.
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Nell’ultimo intervento, Ciro Cafiero, avvocato giuslavorista e autore del saggio “Le potenzialità del Crowdworking” sottolinea come l’emergenza coronavirus abbia aperto prospettive nuove, accelerando quelle trasformazioni oggetto del volume, verso la nuova ottica del lavoratore-consumatore per la quale oggi il lavoratore è sempre più consumatore, avendo le caratteristiche per essere produttore (Es. stampanti 3d in casa) e da tale va tutelato. Mentre prima il rapporto Capitale-Lavoro era conflittuale in quanto il Capitale aveva la proprietà dei mezzi di produzione, oggi non è più così, perchè smartphone, pc e stampanti 3d sono strumenti di produzione nel possesso del lavoratore, che per questo è un consumer (crasi produttore/consumatore). Il futuro sarà caratterizzato da una galassia di nuovi lavori fuori dagli schemi tradizionali, lavoratori che sono tali perchè fanno un determinato lavoro e per questo meritano tutela.
Questo scenario apre questioni di responsabilità sociale d’impresa anzitutto nei confronti dei propri lavoratori che ai sensi dell’art 46 della costituzione deve essere coinvolto direttamente nell’attività d’impresa, un diritto che rivoluziona gli equilibri tra gli interessi di Capitale e Lavoro.
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Conclude i lavori Roberto Giuliani, ricordando che con questo incontro riprende il cammino itinerante del progetto Europa 4.0 fatto soprattutto di condivisione sui social e di sviluppo dei contenuti dei seminari di presentazione. E anche in questo dibattito, nonostante le difficoltà imposte dalle norme di distanziamento, sono emersi molti spunti che saranno ripresi nei tavoli di lavoro (digitali e in presenza) di Prospettiva Europea in vista dei prossimi step.

 

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