Fondi strutturali europei 2014-2020: presentata la strategia della Regione Emilia-Romagna

emilia.romagna_fondieuropeiSi è svolta il 22 ottobre 2014 a Bologna la conferenza curata dalla Direzione generale Programmazione territoriale, finalizzata alla presentazione della strategia messa in campo dalla Regione Emilia-Romagna per l’impiego dei Fondi strutturali europei nel periodo 2014 2020.

Il nuovo ciclo di programmazione comunitaria 2014-2020 ha coinvolto tutte le regioni italiane nello sviluppo dei propri programmi, che si inquadrano a loro volta nel più ampio disegno nazionale basato sull’Accordo di partenariato tra l’Italia e la Commissione europea.

L’obiettivo dell’incontro è stato quello di fornire un quadro più dettagliato della strategia messa in campo dalla Regione, illustrando lo stato dell’arte, le fasi operative che hanno portato all’elaborazione della strategia in termini di politiche, metodi, priorità, nonché la presentazione dei diversi Programmi Operativi Regionali (POR) per l’impiego dei Fondi strutturali che verranno attuati a breve.

La conferenza è stata aperta da Elisa Valeriani, Presidente di Ervet, e Enrico Cocchi, responsabile della Direzione generale Programmazione territoriale, che hanno fornito una precisa panoramica del quadro di contesto, ossia una fotografia dello stato socio-economico complessivo della Regione, dei suoi punti di forza e delle necessità, quale presupposto fondamentale per la successiva ideazione degli obiettivi e delle relative strategie necessarie al loro raggiungimento.

Attraverso la Delibera regionale del novembre 2013, la Regione Emilia-Romagna ha iniziato formalmente l’elaborazione dei POR partendo dalla definizione di un Documento Strategico Regionale (DSR). Tale Documento costituisce un elemento innovativo, in grado di coordinare ed integrare i diversi Programmi Operativi Regionali verso linee guida e indirizzi comuni, necessari al raggiungimento delle priorità identificate e da applicare in maniera puntuale nei diversi contesti regionali.  Il DSR, inoltre, sintetizza l’intero ciclo di definizione dei Programmi Regionali, partendo dall’analisi dei bisogni, dalla selezione delle priorità, quali la valorizzazione del capitale umano, la diversificazione ed innovazione del sistema produttivo e la promozione della coesione sociale e territoriale, nonché dalle strategie di sviluppo, definite nelle politiche di Smart specialisation, nelle politiche territoriali ed in quelle transnazionali. Delle politiche di sviluppo territoriale messe in atto dalla nuova programmazione, un’attenzione particolare è rivolta alle aree regionali colpite dal sisma del 2012: la motivazione di questa scelta strategica è quella di voler superare l’emergenza e riposizionare queste zone nei circuiti produttivi nazionali e regionali (si ricorda che prima del sisma l’area contribuiva nella misura del 2% del PIL nazionale).

Premesso il quadro di contesto, l’analisi dei bisogni ed illustrate le procedure con le quali sono state elaborate le strategie, ciò che effettivamente sarà possibile fare nei prossimi sette anni è stato sintetizzato dagli interventi seguenti relativi agli strumenti specifici: il Fondo Sociale Europeo, il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e il Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo rurale.

Ciascun Programma Operativo è stato elaborato partendo da alcuni obiettivi tematici, identificati a livello più ampio dalla Strategia Europa 2020.

Il futuro POR FSE, illustrato da Cristina Balboni della Direzione generale Cultura, Formazione e Lavoro, ha fissato quali obiettivi prioritari l’occupazione, l’inclusione Sociale, l’istruzione e la capacità istituzionale amministrativa, con la finalità di sostenere i giovani, disoccupati e lavoratori, attraverso il miglioramento all’accesso dei servizi e del mercato del lavoro, il potenziamento della riqualificazione e della formazione professionale, il miglioramento della qualità dell’istruzione, la lotta all’abbandono scolastico (in termini potenziamento del successo formativo). Particolare attenzione nell’ambito della programmazione per il sistema educativo verrà fornita alla mobilità transnazionale degli studenti, fondamentale per lo sviluppo delle capacità necessarie per inserirsi al meglio nel mercato del lavoro. In totale, il finanziamento previsto per il POR FSE sarà di 786 milioni di euro, con un forte contributo della Regione. Da sottolineare in ambito FSE il successo regionale ottenuto dalla Garanzia Giovani: l’Emilia-Romagna si è collocata al primo posto tra le regioni italiane, finanziando, con circa 74 milioni di euro, oltre 180 percorsi formativi.

Per quanto riguarda il POR FESR, presentato da Morena Diazzi della Direzione generale Attività produttive, Commercio, Turismo, il tema principale da cui si è partiti è stato la competitività, quale motore essenziale per una reale crescita delle economie regionali attraverso un cambiamento sostenibile, intelligente ed inclusivo. Particolare attenzione, durante l’incontro, è stata data alla Smart Specialisation Strategy, elaborata nel più ampio contesto europeo e coraggiosamente affrontata e sostenuta dall’Emila Romagna, al fine di rafforzare e consolidare la capacità innovativa, la qualificazione e la specializzazione dei molteplici sistemi produttivi regionali, l’innovazione sociale e lo sviluppo dell’ICT. Rispetto alla scorsa programmazione FESR, si prevede un finanziamento maggiore del 20%, per un totale di 481 milioni di euro.

Infine, partendo dalle esigenze del sistema produttivo e dei territori regionali è stato presentato il nuovo Programma di sviluppo rurale 2014-2020, illustrato da Valtiero Mazzotti della Direzione generale Agricoltura. Il Programma intende stimolare la competitività del settore agricolo, garantire la gestione sostenibile delle risorse naturali e l’azione per il clima, realizzare uno sviluppo territoriale equilibrato delle economie e comunità rurali, compresi la creazione e il mantenimento di posti di lavoro, ai fini di favorire l’inclusione sociale, la riduzione della povertà e lo sviluppo economico delle zone rurali. Il finanziamento previsto per la nuova programmazione FEASR è di 49 milioni di euro.

Non è mancato il quadro relativo alle future opportunità fornite dai Programmi di Cooperazione Territoriale. Il prospetto, presento da Silvia Grandi del Servizio Intese istituzionali e Programmi speciali d’area, ha messo in luce come la regione Emilia-Romagna sarà investita da 5 differenti opportunità. Nello specifico il nuovo Programma Transfrontaliero Italia-Croazia, i Programmi Transnazionali Med, Central Europe e Adrion, il Programma Interregionale Interreg Europe. Queste opportunità partiranno nel primo semestre 2015.

L’incontro, non solo ha dimostrato la forte capacità della Regione Emilia-Romagna di elaborare adeguati programmi di sviluppo, in linea con le più ampie direttive europee, ma al contempo ha messo in luce l’abilità di gestire ed utilizzare in maniera ottimale i fondi europei, rispetto ad altre Regioni Italiane. Inoltre, durante la conferenza è emersa la volontà comune dei rappresentanti regionali di dialogare e collaborare in maniera più stretta con i vari Ministeri a livello nazionale al fine di stabilire insieme gli interventi programmatici in vista della prossima partenza dei PON (Programmi Operativi Nazionali)

> Registrazione video del convegno: http://videocenter.lepida.it/videos/video/1075/

> Documentazione del convegno e slide degli interventi

 

Autore: Andrea Pignatti

Tratto da Europafacile

You must be logged in to post a comment Login