Creative Europe, il nuovo programma europeo per la Cultura

Cover CreativeArticolo di Roberto Giuliani, Paolo Carotenuto e Viviana Miele pubblicato nel Dossier UE – SRM – Dicembre 2015.

Creative Europe (Europa Creativa) è il programma europeo dedicato al settore culturale e creativo per il settennato 2014-2020, composto da due sottoprogrammi (Sottoprogramma Cultura e Sottoprogramma MEDIA) e da una sezione transettoriale (fondo di garanzia per il settore culturale e creativo + data support + piloting, che partirà nel 2016).

Il programma è istituito per sostenere le attività culturali e creative, basate cioè su valori culturali e/o espressioni artistiche e altre manifestazioni creative. Queste attività comprendono lo sviluppo, la creazione, la produzione, la diffusione e la conservazione dei beni e servizi espressione di attività culturali e artistiche, nonché funzioni correlate quali l’istruzione e la gestione.

Per settori culturali e creativi si intendono tutti i settori le cui attività (orientate o non orientate al mercato) sono basate su valori culturali e/o espressioni artistiche e creative. Queste attività includono la creazione, la promozione, la diffusione e la preservazione di beni e servizi che rappresentano espressioni culturali artistiche o creative.

Creative Europe trae ispirazione dal Trattato di Lisbona, che nel preambolo sancisce:
“l’ispirazione dalle eredità culturali, religiose e umanistiche dell’Europa, da cui si sono sviluppati i valori universali dei diritti inviolabili e inalienabili della persona umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza e dello Stato di diritto”.

Perché Creative Europe? – La cultura svolge un ruolo importante per l’economia europea. Gli studi dimostrano che i settori culturali e creativi rappresentano fino al 4,5% del PIL dell’UE e quasi il 4% degli occupati (8,5 milioni di posti di lavoro in aggiunta all’indotto prodotto in altri settori). L’Europa è il leader mondiale nelle esportazioni di prodotti dell’industria creativa. Il mantenimento di questa posizione ha bisogno di ingenti investimenti in grado di mantenere tale primato.

Una delle maggiori sfide che il settore deve affrontare è la frammentazione del mercato, legato a diverse tradizioni culturali e linguaggi: l’Unione europea conta 24 lingue ufficiali, 3 alfabeti e circa 60 lingue regionali e minoritarie ufficialmente riconosciute. Questa diversità è parte del ricco arazzo europeo, ma ostacola gli sforzi di autori di raggiungere i lettori in altri paesi, per cinema o il teatro frequentatori di vedere opere straniere, e per i musicisti di raggiungere nuovi ascoltatori.

Creative Europe si prefigge, pertanto, di supportare la capacità del settore culturale e creativo europeo e di operare a livello transnazionale, favorendo la creazione di reti e la condivisione di opere. Per questo promuove la circolazione delle opere culturali e creative e degli operatori culturali, punta a rafforzare la capacità finanziaria dei settori culturali e creativi (in particolare delle piccole e medie imprese) e la cooperazione a livello internazionale al fine di favorire innovazione, policy development, audience building e nuovi modelli di business.

Il nuovo programma tiene conto delle sfide create dalla globalizzazione e dalle tecnologie digitali, che stanno cambiando le modalità di produzione, distribuzione e fruizione di prodotti e servizi culturali, trasformando i modelli di business.

Per la Commissione Europea i settori culturali e creativi rappresentano il patrimonio immensamente ricco e diversificato dell’Europa e contribuiscono all’evoluzione delle nostre società. Svolgono un ruolo di enorme valore nell’economia europea e contribuiscono a generare crescita e occupazione. A tal fine è stato predisposto un bilancio di 1,46 miliardi di euro per sostenere decine di migliaia di artisti, professionisti della cultura e dell’audiovisivo e delle organizzazioni nelle arti dello spettacolo, belle arti, editoria, cinema, tv, musica, arte interdisciplinari, il patrimonio, e la industria dei videogiochi. Il finanziamento permetterà loro di operare in tutta Europa, per raggiungere un nuovo pubblico e di sviluppare le competenze necessarie nell’era digitale.

Diapositiva9Gli obiettivi – Gli obiettivi principali sono la promozione e la salvaguardia della diversità linguistica e culturale europea e la crescita della competitività nel settore culturale e creativo al fine di promuovere una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva.

Androulla Vassilou, Commissario europeo per l’istruzione, la cultura, il multilinguismo e la gioventù, ritiene questo programma un sostegno determinante “a decine di migliaia di operatori dei settori culturali e audiovisivi affinché possano cogliere appieno i vantaggi del mercato unico e raggiungere nuove categorie di pubblico in Europa e fuori di essa; senza questo sostegno, – prosegue la Vassilou – per loro sarebbe difficile o impossibile penetrare in nuovi mercati.
Creative Europe promuove inoltre la diversità culturale e linguistica oltre a contribuire agli obiettivi della strategia Europa 2020 per l’occupazione e la crescita sostenibile”.

Cosa sostiene:
• Progetti di cooperazione transnazionale tra organizzazioni culturali e creative all’interno e al di fuori dell’UE.
• Le Reti che aiutano i settori culturali e creativi a operare a livello transnazionale e a rafforzare la loro competitività.
• La traduzione e la promozione di opere letterarie attraverso i mercati dell’UE.
• Le Piattaforme di operatori culturali che promuovono gli artisti emergenti e che stimolano una programmazione essenzialmente europea di opere culturali e artistiche.
• Lo sviluppo di competenze e la formazione professionale per i professionisti del settore audiovisivo.
• Lo sviluppo di opere di finzione, di animazione, di documentari creativi e di videogiochi per il cinema, i mercati televisivi e ad altre piattaforme all’interno e al di fuori dell’Europa.
• Festival cinematografici che promuovono film europei.
• Fondi per la co-produzione internazionale di film.
• La crescita di un pubblico per promuovere la film literacy e suscitare interesse verso i film europei attraverso un’ampia varietà di eventi.

Un nuovo pubblico – L’irruzione del nuovo paradigma delle ICT, la rivoluzione digitale e il web 2.0, dell’“era dell’accesso” hanno modificato decisamente la distribuzione e l’accessibilità dei prodotti culturali, inserendoli in un contesto multidimensionale in cui il pubblico diviene “creatore” di contenuti. L’Audience development introdotto nella nuova programmazione rappresenta un processo strategico e dinamico di allargamento e diversificazione del pubblico e di miglioramento delle condizioni complessive di fruizione.

Non si tratta, quindi, soltanto di rivolgersi al pubblico “fidelizzato”, ma anche di raggiungere pubblico nuovo, diverso, facendo i conti anche con le barriere economiche, sociali, psicologiche e fisiche.
L’Audience Development richiede tempo, proprio per questo viene definito spesso un “processo” pianificato, continuativo e, soprattutto, lungo.

Creative Europe è il frutto dell’esperienza maturata nei programmi della precedente programmazione 2007-2013 Media, Media Mundus e Cultura. Pur confermando una separazione strutturale in due sottoprogrammi, la sinergia tra i diversi ambiti del programma sono garantiti dall’introduzione della sezione transettoriale.

Destinatari dei finanziamenti – Il programma è aperto a organizzazioni che operano nel settore della cultura I beneficiari di questo programma sono operatori culturali e creativi: professionisti, artisti, organizzazioni (profit e no-profit), istituzioni, imprese, in particolare PMI – microimprese, piccole e medie imprese – attive nel settore creativo e culturale. Al fine di garantire il valore aggiunto europeo è fondamentale favorire relazioni tra soggetti di più paesi (in genere almeno 3) dell’UE e dei paesi aderenti al programma.

Dimensione transfrontaliera – I progetti sostenuti dovranno avere una dimensione transfrontaliera. Sebbene gran parte del bilancio sarà utilizzato per sostenere le proposte di soggetti privati, non mancherà il sostegno a iniziative che perseguono obiettivi simili rivolte , come in via residuale.

Tuttavia, il programma sosterrà anche le iniziative che perseguono obiettivi simili, come le capitali europee della cultura, il marchio del patrimonio europeo, le Giornate Europee del Patrimonio e cinque premi dell’Unione europea (premio dell’Unione Europea per i Beni Culturali / Europa Nostra Awards, premio dell’Unione Europea per l’architettura contemporanea, UE Premio per la letteratura, European Border Breakers Awards, e Premio EU MEDIA).

Paesi eleggibili – In base all’articolo 8 del Regolamento che Istituisce il Programma Europa Creativa, ad eccezione dei 28 Stati membri, la partecipazione degli altri stati è soggetta alla firma di un Memorandum of Understanding con la Commissione Europea.

Al momento possono partecipare organizzazioni con la sede legale nei seguenti paesi: i 28 Stati Membri UE; i Paesi EEA/EFTA: Norvegia e Islanda; Albania, Bosnia Herzegovina, Macedonia, Montenegro, Serbia, Turchia, Georgia, Moldavia.
Il numero dei paesi eleggibili aumenterà nel corso degli anni in base alla stipula dei vari negoziati.

Risorse disponibili – La dotazione finanziaria complessiva per Europa Creativa è di 1,462 miliardi. La quota di cofinanziamento garantita dalla Commissione è compresa tra il 70 e l’80% dell’intero progetto. Una percentuale significativa, generalmente riconosciuta nella quasi interezza a titolo di anticipo affinché i progetti possano partire, consapevoli delle difficoltà che la produzione artistica ha nel generare ritorni economici immediati.

A cura di Roberto Giuliani, Paolo Carotenuto, Viviana Miele
Associazione Prospettiva Europea

Fonte:http://cultura.cedesk.beniculturali.it/
Link: Dossier UE-SRM Dicembre 2015

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