Verso una nuova cultura del lavoro

glocalizzazioneL’editoriale di Roberto Giuliani, del Numero XII di Rivista Europalab.

Il passaggio dalla Globalizzazione alla Glocalizzazione, ovvero l’adeguamento delle dinamiche dell’internazionalizzazione alle peculiarità delle dimensioni locali, sta contribuendo fortemente alle trasformazioni in atto nelle dinamiche lavorative, aprendo la strada a nuove professioni, occasioni di crescita per piccole realtà prima confinate in ambiti ristretti, opportunità di riscoperta delle ricchezze dei territori.
Mutano radicalmente i pilastri dell’industrializzazione, le distinzioni tra lavoro autonomo e subordinato e il concetto stesso di luogo di lavoro, che oggi, con lo “Smartworking”, può coincidere con l’abitazione o con una postazione all’interno di strutture di condivisione e coworking, consentendo la libertà di scegliere la sede più comoda per gestire la propria agenda e il proprio network di relazioni, oltre i confini tradizionali dell’ufficio e della fabbrica.
Si delineano pertanto nuovi paradigmi, caratterizzati da una minore intermediazione e dal superamento degli schemi del lavoro subordinato con l’emergere di una figura di lavoratore apparentemente freelance e artefice del proprio destino, in un mercato tuttavia complesso caratterizzato da nuove esigenze di tutela. Pensiamo ad esempio al crowdworking (il cosiddetto lavoro su piattaforma) che vede coinvolta una folta platea di lavoratori “digitali” per i quali non esiste una normativa nazionale di riferimento (solo una legge della Regione Lazio, recentemente approvata).
Le problematiche connesse al digital divide, al disallineamento tra offerta e domanda di lavoro e all’acuirsi della “fuga di cervelli”, rimettono al centro la Formazione, che va intesa non solo nel senso di trasferimento di conoscenze e acquisizione di competenze, bensì in un’accezione più ampia di condivisione di esperienze, di accompagnamento verso una crescita professionale e sociale, verso una nuova cultura del lavoro.
Una nuova vision per leggere in modo diverso le opportunità, in particolare quelle dei programmi europei: occasioni per arrichire il background formativo e il proprio vissuto, acquisendo un nuovo know how in contesti diversi, per poi trasferirlo nel proprio territorio, nella propria comunità.
Una condivisione che oltre a rafforzare il tessuto sociale, contribuisce a consolidare un senso di matura e consapevole appartenenza a questa nostra Europa.

E sul fronte europeo le possibilità sono numerose: da Erasmus+, il programma più famoso, a tante iniziative specifiche su determinati ambiti di intervento, in particolare quello delle competenze digitali, determinanti per competere nell’attuale mercato del lavoro.
Opportunità da sfruttare, attraverso un costante e puntuale monitoraggio delle informazioni ed una programmazione strategica della formazione, potenziando le sinergie tra operatori, sistema dell’istruzione, mondo universitario, imprese e associazioni.

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