Riprogettiamo l’Europa

angela-roberta-30-05-2017Nuove competenze e professionalità per costruire il futuro, il valore dell’innovazione, del team working e del fare rete per passare da una dimensione locale ad una dimensione europea: la testimonianza di Prospettiva Europea a 6 anni dalla nascita dell’Associazione.
Questi i temi al centro dell’incontro “Riprogettiamo l’Europa” nell’ambito del VI Ciclo di Seminari di Rivista Europalab, a cura di Prospettiva Europea.
Una tavola rotonda ricca di contributi di professionisti, startupper, progettisti provenienti dai laboratori di Prospettiva Europea, rappresentanti delle associazioni della rete “Perché l’Europa?” Con la partecipazione del Prof. Mario Raffa, Referente del Premio Nazionale per l’Innovazione.

L’incontro ha inizio con la testimonianza di Luigi Di Vicino dello Studio Cubica, uno studio di architettura, sorto nella suggestiva cornice di Via Aniello Falcone che da una splendida veduta panoramica offre uno scorcio di Napoli e della bellezza del golfo, in linea con le finalità del progetto volto a coniugare innovazione, arte, tradizione, dimensione locale e dimensione internazionale.
Un’iniziativa fondata sull’approccio sperimentale per lo sviluppo di idee innovative e sulla spinta iniziale degli investimenti di risorse personali dei soggetti direttamente coinvolti, volano per successivi investimenti pubblici e privati.

Molti elementi di similitudine con la seconda testimonianza di Stefano Alfano seppur in ambito differente, quello del settore culturale e creativo e su un differente territorio, quello salernitano. Elementi comuni, emersi nel confronto tra le due esperienze e nella discussione con gli altri partecipanti al dibattito, sono la spinta propulsiva dei soggetti protagonisti dell’investimento iniziale di risorse e conoscenze, l’importanza della costruzione del network con realtà simili e complementari anche in altri territori e in altri paesi e la finalità di creare incubatori per la nascita di start up, la professionalizzazione di laureandi e neolaureati e l’implementazione di reti di imprese, in una dimensione inizialmente locale e successivamente europea ed internazionale.

La terza testimonianza proviene direttamente dai laboratori di Europrogettazione di Prospettiva Europea, in particolare da una proposta progettuale in riferimento al bando traduzioni Letterarie del programma Creative Europe, nell’ambito di un percorso realizzato presso lo Spazio Guida, in partnership con la casa editrice.
I componenti del gruppo di lavoro, Roberta Ferrara, Angela Vitiello e Antonio Saggese hanno raccontato come è la nata la proposta “Bridge of Words”, volta a tradurre e promuovere in Italia, Portogallo e Francia opere letterarie legate al tema della migrazione, affrontato attraverso una lettura differente da quella dominate nel contesto odierno e maggiormente conforme a ciò che i fenomeni migratori hanno rappresentato e alla loro influenza, nel bene e nel male, sulla storia dei popoli europei.
Questa esperienza, afferma Roberta Ferrara, ci dice molto su quanto sia complessa e articolata la figura dell’Europrogettista, una professionalità che abbraccia diversi aspetti come testimoniato da questo gruppo composto da persone di background differenti (umanistico, economico, culturale, editoriale) una varietà che ha rappresentato elemento di ricchezza favorendo l’attività di costruzione della rete e l’individuazione di partenariati strategicamente fondamentali per il progetto.
Un esperimento prezioso, prosegue Angela Vitiello anche per comprendere il valore della Formazione, essendo questo progetto nato all’interno di un momento formativo.
Un percorso di formazione ha senso se produce effetti sulle conoscenze e sulla crescita della persona: da questo punto di vista questa esperienza è stata molto positiva, consentendo di applicare subito quanto appreso e soprattutto “creare”. La creatività, contrariamente ad una comune accezione non è fantasia fine a se stessa, bensì è un mettere insieme in modo nuovo cose che già si conoscono, al fine di produrre un risultato utile. Questo è quel che è stato fatto: ognuno ha messo qualcosa di suo e la sintesi è stata un valore aggiunto, un discorso nuovo che iniziava gradualmente a filare, facendo interagire più soggetti a partire da una nota casa e un’altra più giovane, facendo rete inizialmente tra i soggetti protagonisti in una prospettiva di creazione di valore per le economie dei territori coinvolti.
Siamo partiti da un corso, diventando creativi, dando vita a qualcosa che non c’era, centrando tutti gli obiettivi di un’azione formativa efficace, producendo conoscenza, competenza, strumenti per affrontare l’operatività, sviluppando valori legati alla cittadinanza europea, all’assertività e condivisione. Nel team working non si deve essere nè aggressivi né remissivi, bensì assertivi: ognuno dice la sua opinione nel rispetto di quella dell’altro, tutte le idee si condividono e si mettono insieme, contribuendo sia al saper essere dei partecipanti sia al loro saper divenire, proiettando il team in una realtà che i componenti stessi stanno contribuendo a costruire, creando una rete che li aiuterà nella crescita personale e professionale.

Dopo la sessione di testimonianze è la volta dell’intervento del prof. Mario Raffa, che inizia la sua riflessione dall’evoluzione dell’interesse per i temi legati a innovazione e start up negli ultimi decenni che ha portato alla nascita nel 2003 del Premio Nazionale per l’Innovazione, costituito per valorizzare le iniziative meritevoli nel campo della ricerca e innovazione, diffondere le best practices e gettare le basi affinchè università ed enti di ricerca possano supportare con strumenti adeguati giovani imprenditori e startupper, attraverso momenti formativi differenti da quelli accademici e indirizzati a renderli idonei ad andare sul mercato nei tempi giusti.
Il PNI sta cercando di far crescere il sistema universitario italiano, oltre che dal lato di una formazione sempre più vicina ai problemi concreti, anche in riferimento all’altra missione, il trasferimento delle conoscenze adeguate per l’imprenditorialità, perché per fare impresa oggi è indispensabile dotarsi di strumenti operativi adeguati.
Il sistema dei “business angels” basato sul’affiancamento degli startupper con gli “angels” (potenziali investitori) è finalizzato a creare momenti di incontro tra chi ha idee innovative e chi ha risorse finanziare in modo da favorire il “fidanzamento” tra più soggetti possibile e portare avanti il maggior numero di progetti, spesso interrelati tra loro: può capitare ad esempio che alcune start up siano spin-off di start up nate nell’anno precedente.
I settori caratterizzati da una maggiore nascita e crescita di start up sono la green economy e la social innovation. Al di là dei settori di provenienza è fondamentale la composizione di team di persone con differenti competenze e background, adeguate agli elementi che caratterizzano il business prescelto.

La varietà di competenze ed esperienze è una grande ricchezza, come evidenziato dalle testimonianze a questo seminario, molto diverse ma strettamente interconnesse dal filo conduttore del fare rete e del gioco di squadra, fattore chiave di successo, se adeguatamente governato e chiaramente indirizzato verso gli obiettivi prefissati.
I Video
La testimonianza di Angela Vitiello, Roberta Ferrara e Antonio Saggese
“Bridge of Words” – Laboratori di progettazione di Prospettiva Europea

L’intervento di Mario Raffa

Le foto del Seminario

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