Prospettive di intervento a sostegno delle famiglie

piano-nazionale-per-la-famigliaWorkshop Famiglia – Winter School CSTA 2014 – sintesi di Federica Graziani e Marilena Montanari,
con il contributo degli elaborati di Felicia Annamaria Robles, Simone Stancampiano, Stefano Rossano,  Tommaso Pietrella e Andrea Caggiano.    

L’Italia, a differenza di altri Paesi dell’Unione Europea, non ha ancora un Piano nazionale  a sostegno delle famiglie.
Tale questione ci porta ad interrogarci, innanzitutto, sul concetto di famiglia; a valutare, quindi, il suo ruolo all’interno della società e a riflettere sulla necessità di un Piano volto a stabilire l’interrelazione tra famiglia e Stato, affinché la prima possa esplicare nel migliore dei modi la sua funzione educatrice al servizio del progresso materiale e spirituale della società.

Ad un primo approccio della materia, nel contesto europeo è necessario constatare l’odierna assenza di univocità nella definizione di famiglia e del ruolo ad essa attribuito dalle istituzioni pubbliche: se gli ordinamenti statali presentano una concezione diversa di famiglia, legata alle proprie tradizioni culturali, è altrettanto vero che tale concetto assume un significato diverso a seconda dell’ambito di applicazione (ad esempio, nel settore penale, piuttosto che in ambito successorio, fiscale o legato alle tematiche dell’immigrazione). L’Italia, comunque, Paese tradizionalmente legato ai valori familiari, tende a riservare un posto privilegiato alla famiglia pur nella generale crisi che investe questa formazione sociale.

La famiglia, quale nucleo formato da genitori e figli, costituisce l’istituzione di base della società. Essa è definita dalla Costituzione italiana come “società naturale fondata sul matrimonio”, in cui l’unità familiare è salvaguardata dall’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi.

Le scienze umane ci aiutano poi a dire che essa è una rete di relazioni plurali e intergenerazionali in cui le categorie vulnerabili della società, quali possono essere gli anziani e i minori, vengono in concreto tutelati e realizzano al meglio la propria personalità. La famiglia è il luogo in cui ciascuno si apre all’Altro, si dona e mette al servizio se stesso e la propria esperienza.  La famiglia è il campo in cui il lavoro di ciascun membro è germe di speranza poiché il suo impegnarsi è un dono al servizio delle generazioni future e, quindi, del bene comune.

Nella consapevolezza di cosa dovrebbe essere la realtà familiare, è tuttavia necessario lamentare il disorientamento apportato oggi dall’ideologia consumistica. Come in Scritti corsari il Pasolini evidenzia, la famiglia può diventare lo specimen minimo di riferimento del consumismo. L’autore*, infatti, in questa sede affermò: “E’ in seno alla famiglia che l’uomo diventa veramente consumatore: prima per le esigenze sociali della coppia, poi per le esigenze sociali della famiglia vera e propria”. Non volendo adottare come canone di riferimento l’ideologia del consumismo, è comunque necessario sottolineare che le esigenze della famiglia devono essere prese in considerazione dallo Stato, in modo tale che garantisca loro libertà ed autonomia. La coppia chiede allo Stato di sostenere le proprie scelte, soprattutto in materia educativa, in particolare, nel rapporto genitori-figli. I genitori, cioè, devono essere liberi di educare ed istruire i figli in base ai dettami della propria coscienza senza che lo Stato eserciti un monopolio educativo.

Metro di misura affinché la relazione famiglia-società-Stato sia il più efficiente e il meglio orientata possibile è il principio di sussidiarietà: nel “non intervento/subsidium” sta la strategia di  successo proposta dalla Dottrina sociale della Chiesa. La famiglia, autonoma nell’esplicare le proprie funzioni, deve essere incoraggiata e sostenuta dallo Stato qualora non in grado di assolvere alle proprie funzioni. E’ appunto per questo motivo che lo Stato deve intervenire. Ma in che modo fornire il suo supporto? A questo dovrebbe servire un Piano nazionale a sostegno delle famiglie.

Seppur esso non abbia ancora trovato applicazione concreta, è chiaro che dovrà essere costituito da capisaldi di riferimento, quali:
–    l’attenzione al nucleo familiare;
–    la cittadinanza sociale della famiglia, quale soggetto su cui investire per il futuro del Paese;
–     il principio di sussidiarietà e le azioni volte allo sviluppo del capitale umano e sociale;
–    il principio di solidarietà, intesa come rafforzamento delle reti associative delle famiglie;
–    welfare familiare sostenibile come cartina di tornasole del welfare statale.

In conclusione, facendo riferimento alla Lettera inviata dal Santo Padre Papa Francesco al Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia in occasione dell’ VIII Incontro Mondiale delle Famiglie, “I valori e le virtù della famiglia, le sue verità essenziali, sono i punti di forza su cui poggia il nucleo familiare e non possono essere messi in discussione. Siamo chiamati, invece, a rivedere il nostro stile di vita che è sempre esposto al rischio di venire contagiato da una mentalità mondana-individualista, consumista, edonista e ritrovare sempre di nuovo la strada maestra, per vivere e proporre la grandezza e la bellezza del matrimonio e la gioia di essere e fare famiglia”.

*1 P.Pasolini, Scritti corsari, Garzanti, Milano 1975, settima ristampa 2013, p. 36

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