Mezzogiorno 4.0: Fare Sistema per cogliere la sfida dell’Innovazione

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Il passaggio dalla globalizzazione alla glocalizzazione apre la strada a nuove logiche di sviluppo locale e a grandi opportunità per le aree meno coinvolte nelle precedenti fasi del progresso industriale e tecnologico, come il nostro Mezzogiorno, il cui rilancio in un’ottica 4.0 potrebbe restituire all’Italia il ruolo di fucina delle idee per la politica europea e l’innovazione economica. Uno spunto fornito da Jeremy Rifkin che nella sua “Terza Rivoluzione Industriale” ha sottolineato come siano proprio quelle aree che hanno “perso il treno” nelle precedenti fasi di industrializzazione ad avere maggiori chance di sviluppo in questo nuovo scenario.
La sfida parte dal rilancio del territorio, con la valorizzazione delle risorse naturali e agricole e del patrimonio storico e culturale, anche in chiave di nuove progettualità di sviluppo turistico.
La transizione verso una dimensione 4.0 passa soprattutto dagli investimenti in ricerca e sviluppo e progetti innovativi e dalla promozione della nascita di nuove start up, coordinate e integrate in Hub dell’innovazione, sfruttando al meglio le occasioni offerte dai programmi di finanziamento europei e nazionali, quali Resto al Sud, Autoimprenditorialità, Smart&Start, Cultura Crea.

Il salto di qualità per l’economia meridionale deve arrivare dalla capacità di “Fare Sistema”, valorizzando infrastrutture e collegamenti (attraverso un corretto uso delle risorse comunitarie del programma Connecting Europe e dei fondi strutturali) e sfruttando al meglio le tecnologie digitali.
La creazione di un’infrastruttura digitale dell’Internet delle Cose e la conseguente rivoluzione della logistica e della mobilità verso una “Smart Italy”, potrà generare molteplici opportunità per la nascita di nuove imprese e lo sviluppo di nuove figure professionali, oltre alla riqualificazione di quelle già esistenti.

Fondamentale sarà, quindi, il ruolo della Formazione, da programmare in modo coerente agli scenari del Presente e del Futuro, a partire dalle scuole, per proseguire e nelle università e negli enti di formazione professionale.
Solo un’idonea conoscenza delle nuove dinamiche potrà consentire a studenti e lavoratori di affrontare le future sfide: crisi occupazionali, problemi di reinserimento, costante aggiornamento ed eventuale riconversione delle proprie skills in relazione alle evoluzioni del mercato del lavoro.
Una mirata azione formativa è indispensabile da un lato per rendere i giovani neolaureati pronti ad affrontare le complessità del lavoro 4.0 e dall’altro per rispondere alle esigenze delle imprese che hanno grandi difficoltà nel reperire le professionalità con le adeguate competenze digitali.
E nello stesso tempo frenare la costante fuga di cervelli e laddove possibile far rientrare quelli già partiti; uno problema questo, storicamente concentrato nel Mezzogiorno (nei decenni scorsi il flusso di migrazione dei neolaureati era principalmente dal Sud verso l’Italia settentrionale) oggi esteso all’intero Paese, che vede i migliori giovani migrare verso altri lidi europei o addirittura fuori dall’UE.
La sfida della Formazione sta principalmente qui, nel ricreare le condizioni per la crescita personale e professionale dei giovani e per il reinserimento dei meno giovani rimasti ai margini della nuova economia digitale, e ricostrure il tessuto di connessioni politiche, economiche e sociali in un’ottica 4.0.
Fare Sistema quindi, partendo dal Sud verso una “Connecting Italy” pronta a guidare il treno dell’Innovazione e costruire il futuro delle prossime generazioni.

Roberto Giuliani – Editoriale del Numero 10 di Rivista Europalab

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