Associazionismo, lavoro e nuovi servizi turistici

turismo-italiaArticolo di Massimo Pizzo sulle nuove opportunità nel campo del turismo per le realtà del terzo settore.

Quando cerco nuove idee imprenditoriali provo a mettere insieme gli interessi di diverse aziende e attività. In questo modo, si possono ipotizzare e progettare nuove micro filiere che riescano a ideare nuovi prodotti e servizi con ampie possibilità di mercato.

In questo caso gli stakeholder, gli interessati che ho individuato, potrebbero essere le associazioni del terzo settore, i bed & breakfast, le guide turistiche e i turisti.

In molte città, a Napoli è sicuramente così, il flusso di turisti stranieri e italiani si concentra nei centri storici, spesso con esiti negativi sulla godibilità dell’area e sul sistema di imprese locali, che si specializza eccessivamente nell’offrire ristorazione, accoglienza e souvenir.

Questa cosa accade soprattutto perché in molte città manca un sistema di trasporti capillare ma anche perché il turista ha una conoscenza scarsa della città in cui si trova, ancora di più se è straniero, e del sistema dei trasporti stesso.

A causa della scarsa o costosa mobilità, qualsiasi turista è inoltre scoraggiato dal fare brevi puntate fuori città. Magari a 20 chilometri c’è un importante monumento o un outlet molto vantaggioso ma l’impossibilità di muoversi in maniera sostenibile scoraggia questi difficili spostamenti.

Tante associazioni del terzo settore, che si occupano di attività solidali e inclusive, hanno scarsa liquidità ma ideando offrendo alcuni servizi turistici potrebbero ottenere un flusso di denaro abbastanza costante, per le loro attività tipiche. Rendendo disponibili una serie di servizi ai turisti presenti in città potrebbero fare cassa e sostenere in autonomia le loro attività solidali.

La nuova offerta di servizi turistici utili si fonda sulla possibilità delle associazioni di avere un’automobile e un travel manager che con un flyer pubblicitario in ogni b&b si renda telefonicamente disponibile tutto il giorno, al turista che lo richiede e ha acquistato il servizio nella location di accoglienza.

Il travel manager che immagino è una guida turistica capace di fornire a distanza qualsiasi informazione utile al turista e di contattare all’occorrenza l’autista della macchina della associazione o un taxi.

Ogni turista avrebbe quindi a disposizione un interlocutore durante tutta la sua permanenza, capace di risolvere qualsiasi gap informativo, velocizzando di molto le ricerche fatte in solitaria dal turista sul web.

A parte questo servizio di base, l’associazione o il b&b potrebbe rendersi disponibili per spedire a casa del turista i prodotti eventualmente acquistati nelle giornate di shopping. Sappiamo bene quanto sia difficile in aereo o in treno ripartire con borse o addirittura con una valigia in più. Ma la disponibilità di un servizio centralizzato nella residenza turistica invoglierebbe il turista a fare tutti gli acquisti che considera utili.

Ogni associazione potrebbe acquistare la sua automobile attraverso una preventiva campagna di tesseramento, che spieghi chiaramente gli obiettivi di una quota associativa più alta. Questo permetterebbe non solo di offrire all’occorrenza servizi al turista ma di disporre di un mezzo che in altre occasioni fornirebbe nuove possibilità alle attività solidaristiche per anziani, disabili e minori.

Al di là di questi servizi di base ogni associazione potrebbe nel tempo acquisire delle specializzazioni proprie: trasporto, guida culturale, gite in barca, pranzi in case private, a seconda delle proprie capacità professionali e della propria rete di contatti con altre aziende e professionisti.

Si tratta di un modello di servizi per un turismo solidale, in cui conta la capacità artigianale di risolvere problemi e di connettersi alle risorse specifiche del territorio.

L’uso dei social come youtube potrebbe avere un ruolo chiave per rendere chiaro al turista, ad esempio, le qualità personali del travel manager che è possibile contattare durante tutta la sua permanenza.

L’effetto complessivo potrebbe essere nel tempo anche un decongestionamento dei centri storici dai flussi turistici, una maggiore permanenza turistica in città e una maggiore disponibilità economica per le attività tipiche delle imprese del terzo settore.

Per maggiori informazioni: ripensailtuolavoro.massimopizzo.com

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